Cancro del fegato
Che cos’è il carcinoma del fegato?
Il carcinoma epatocellulare deriva dalla moltiplicazione senza freno, afinalistica,
delle cellule epatiche; si presenta, nella maggior parte dei casi, in associazione
alla cirrosi epatica.
Quanto e’ frequente il carcinoma del fegato in Italia?
Il carcinoma epatocellulare è la quinta più frequente causa di cancro.
In Italia ci sono circa 7.000 nuovi casi all’anno.
Quali sono i fattori di rischio del carcinoma del fegato?
- sesso (é più frequente nel sesso maschile con un rapporto di circa 4:1 rispetto
al sesso femminile)
- familiarità (chi ha un caso in famiglia ha un rischio maggiore rispetto alla media)
- età (nella maggior parte dei casi il tumore insorge dopo i 60 anni)
- cirrosi epatica (soprattutto)
La tabella riporta la percentuale di comparsa di carcinoma epatico in un cirrotico
in funzione degli anni di malattia
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Percentuali di comparsa di carcinoma in un paziente cirrotico |
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1 anno |
3,5 % |
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5 anni |
12,5% |
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10 anni |
19,4% |
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15 anni |
44,3% |
Quali sono i sintomi del carcinoma del fegato?
Spesso è asintomatico e viene riscontrato casualmente praticando un’ecografia. Poiché
molto spesso è associato alla cirrosi, inizialmente i sintomi possono essere scambiati
per la naturale progressione della malattia di fegato. Il paziente dimagrisce e
le sue condizioni generali si deteriorano; compare l’ascite (accumulo di liquido
in cavità addominale), spesso difficilmente trattabile, oppure encefalopatia epatica
con scarsa risposta alla terapia.
È frequente anche la febbricola e il dolore di modesta entità al quadrante superiore
destro. Frequentemente il paziente diviene itterico, ma la gravità dell'ittero non
dipende dall'estensione del tumore. Altri sintomi possono essere la stanchezza ingravescente
e la mancanza di appetito.
Come si può ridurre il rischio del carcinoma del fegato e fare una diagnosi precoce?
- Evitando i più comuni fattori di rischio per le malattie croniche di fegato, che
sono il consumo eccessivo di alcol e l'esposizione ai virus dell'epatite
- Una misura efficace è risultata la vaccinazione per l'epatite B, che in Italia è
obbligatoria per tutti i bambini. Per quanto riguarda invece l'epatite C non sono
disponibili vaccini.
- In caso di infezione cronica da virus dell'epatite B o C è possibile con varie terapie
eliminare il virus o almeno ridurre l’aggressività dei virus stessi
Per una diagnosi precoce è consigliabile la determinazione nel sangue dell’alfafetoproteina;
ma poiché questo esame risulta normale o poco elevato in circa il 50% dei portatori
di epatocarcinoma, è soprattutto l’ecografia epatica la metodica d’immagine da utilizzare
come esame di screening di primo livello.
Chi dovrebbe controllarsi?
E’ anzitutto consigliabile ricercare l’eventuale presenza del virus dell’epatite
B e C in tutti i soggetti che:
- hanno superato i 60 anni di vita
- hanno subito trasfusioni di sangue prima del 1991
- hanno subito importanti interventi operatori o sono stati sottoposti a frequenti
interventi odontoiatrici
- sono nati prematuri e sono stati ricoverati in quell’epoca in Ospedale
- hanno avuto comportamenti a rischio (tossicodipendenza, tatuaggi, piercing, molti
partner sessuali).
Infine, in tutti i pazienti cirrotici, ogni sei mesi, si deve determinare i livello
dell’alfafetoproteina sierica e consigliare l’esecuzione dell’ecografia epatica
dell’addome superiore.