Abbiamo intervistato il Dott. Alessandro Pincherle, Medico Esperto della medicina
del Sonno del San Nicolò, rivolgendogli domande di interesse pratico riguardanti
i principali disturbi del sonno, una patologia attuale e molto diffusa.
Molte persone, infatti, dormono male, perché fanno fatica ad addormentarsi, o si
svegliano ripetutamente durante la notte.
Inoltre, il comune russare, può essere accompagnato da periodi di apnea (la sospensione
del respiro temporanea) più o meno lunghi che possono comportare il rischio di comparsa
di alterazioni del flusso arterioso anche serie con possibilità di infarto del miocardio
e ictus cerebrale.
Secondo la più recente classificazione internazionale esistono più di 80 differenti
disturbi del sonno. Fra i più comuni e frequenti vi sono l’insonnia, il russamento
e la sindrome delle apnee nel sonno (OSAS).
L’OSAS è generalmente caratterizzata da sonnolenza durante il giorno e da alcuni
tipici disturbi durante il sonno: russare, alzarsi per fare la pipi, svegliarsi
con la bocca secca e con la sensazione di avere riposato male.
L’OSAS non è affatto una condizione rara; dati ottenuti in differenti nazioni mostrano
che almeno il 2-5% della popolazione generale è affetto da OSAS con un picco bifasico
di incidenza collocato attorno ai 3-6 anni di età, espressione principalmente della
patologia adeno-tonsillare tipica di questa fascia di età, e l’altro fra i 55 e
i 60 anni. Principali fattori di rischio sono il sesso maschile (rapporto M:F almeno
di 3:1) e l’eccesso ponderale (il 60-90% dei pazienti sono sovrappeso).
Il russamento dipende da una restrizione del flusso aereo nelle vie aeree superiori
dovuta al rilassamento muscolare che si manifesta nel corso del sonno e dalla posizione
supina. Questa limitazione di flusso determina turbolenza e vibrazione delle strutture
molli del naso, del palato e dello spazio retro linguale che provoca il caratteristico
rumore del russamento.
Esiste una crescente mole di letteratura scientifica che dimostra una chiara relazione
fra russare e/o avere apnee notturne ed il rischio di infarto del miocardio, rischio
di morte improvvisa, rischio di ictus, peggioramento della patologia epilettica,
aumento del rischio di diabete ed insulino resistenza. Questa è l’altra faccia della
medaglia, quella sconosciuta alla quasi totalità della popolazione generale.
Rispetto alla popolazione generale, i soggetti affetti da OSAS, presentano un rischio
più che raddoppiato di avere patologie cerebro-cardiovascolari.
Il percorso diagnostico dei pazienti con un disturbo respiratorio notturno è multidisciplinare.
L’esame cardine è costituito dalla polisonnografia notturna che può, nella
stragrande maggioranza dei pazienti, essere eseguita ambulatorialmente.
La polisonnografia consente di valutare, a seconda del tipo di strumento utilizzato,
il passaggio di aria nelle vie aeree superiori, il pattern di movimento toraco-addominale,
l’ECG, il profilo della saturimetria ed infine il livello di profondità del sonno;
tutti questi parametri possono essere misurati e quantificati consentendo una classificazione
dei pazienti sulla base di indici di severità della patologia. La valutazione del
paziente dovrebbe prevedere sempre anche l’esecuzione di una nasofibroendoscopia
per ottenere oltre ai dati funzionali anche una valutazione morfo-anatomica degli
eventuali siti responsabili del russamento e dell’ostruzione. In casi selezionati,
ed in ogni caso dopo l’esecuzione delle indagini anatomo-funzionali citate, può
essere utile anche una indagine RX del cranio con studio cefalometrico e/o una TAC
del massiccio cranio-facciale.
Il cardine del trattamento dei disturbi respiratori nel sonno è la riduzione dei
fattori di rischio modificabili ad essa legata: le abitudini di vita e il sovrappeso.
In alcuni casi l’abolizione del fumo, la drastica riduzione del consumo di alcolici
ed un programma dietetico possono portare alla risoluzione del problema. Negli altri
casi si può ricorrere a diverse terapie, dall’utilizzo durante la notte di una mascherina
collegata ad un piccolo ventilatore (CPAP), all’impiego di dispositivi di avanzamento
mandibolare (sono degli apparecchi da tenere in bocca durante il sonno) sino ad
interventi chirurgici mirati alla regione nasale e/o palatale
Oggi abbiamo a disposizione tecniche eseguibili in anestesia locale ( nel cosiddetto
“Day surgery”) grazie all’uso delle Radiofrequenze, con cui possiamo trattare
sedi come il palato molle, i turbinati nasali, ed il baselingua. Le tecniche in
anestesia generale sono svariate e si suddividono a seconda della sede: riassumendo
molto schematicamente si va dalla uvulopalatoplastica (mediante la quale si elimina
la porzione di palato in eccesso, spesso sede del russamento) alla rino-settoplastica,
con o senza turbinoplastica, In casi particolarmente gravi e selezionati si interviene
anche sulla lingua o mediante avanzamento bimascellare.
E’ un dei disturbi più frequentemente riferiti al medico, con una prevalenza complessiva
(ossia il numero di casi nella popolazione generale) stimata attorno al 10-30%.
L’insonnia è genericamente definibile come la difficoltà di addormentarsi, di mantenere
il sonno e/o di risvegliarsi precocemente. L’insonnia in generale è caratterizzata
da uno stato di iperattivazione mentale e cognitiva che compare proprio nel
momento in cui si va a dormire generando uno stato di ansia e di frustrazione.
Negli anni addietro molte sono state le teorie psicologiche proposte per spiegare
il problema dell’insonnia, alcune basate sul concetto dell’ impossibilità ad abbandonarsi
al sonno, considerato simbolicamente come il momento della "passività" e
della "dipendenza". Secondo la tradizione psicoanalitica il sonno è il momento in
cui la mente razionale non può efficacemente controllare la parte istintiva presente
in ogni essere umano e l’insonnia rappresenterebbe il tentativo di perpetuare tale
controllo.
Osservare alcune semplici regole per mantenere una adeguata igiene del sonno e,
più in generale, un corretto stile di vita, è senz’altro il modo migliore per minimizzare
il rischio di incorrere in un problema di insonnia.
Le principali sono sintetizzate qui di seguito:
- andare a letto solo quando si ha sonno (è inutile rigirarsi nel letto se non si
ha sonno)
- usare il letto e la camera da letto solo per dormire (evitare di guardare la TV
a letto)
- alzarsi se ci si sveglia durante la notte e tornare a letto solo quando
torna la sonnolenza
- mantenere orari di sveglia mattutina regolari, indipendentemente
dal numero di ore dormite
- non bere caffè, non fumare e non bere alcolici dopo
cena
Un altro cardine della prevenzione dell’insonnia cronica è
evitare l’automedicazione.
Di fronte a un problema che coinvolge il sonno è sempre necessario parlare con il
proprio medico o con un medico esperto in medicina del sonno per impostare un trattamento
mirato e controllato nel tempo.
Il trattamento dell’insonnia dipende dal tipo di insonnia (transitoria o cronica)
e deve sempre essere intrapreso avendo escluso cause che possono essere alla base
di un’insonnia secondaria (Apnee nel sonno, gambe senza riposo, mioclono notturno,
patologie internistiche, fibromialgia, sindromi depressivo-ansiose, ecc.). Il trattamento
farmacologico, soprattutto delle insonnie croniche, dovrebbe sempre essere affiancato
da percorsi di terapia e riabilitazione di tipo psicologico.
Il CDSN, in collaborazione con Sonnomedica, ha attivato a Como un servizio di Medicina
del Sonno dove opera una equipe costituita da un neurologo (dr. Pincherle), due
psicologhe ed un otorinolaringoiatra, tutti con una specifica esperienza e competenza
nell’ambito della medicina del sonno.
La presenza di una equipe multidisciplinare garantisce una adeguata possibilità
di inquadramento e trattamento, sia negli adulti che nei bambini, delle diverse
patologie del sonno. Presso il CDSN è possibile eseguire indagini diagnostiche ed
effettuare trattamenti mirati a specifici problemi, dalla riabilitazione nel caso
dell’insonnia alla chirurgia in alcuni casi di russamento o OSAS.
Presso il CDSN è dunque possibile effettuare:
- visite specialistiche in medicina del sonno
- polisonnografie notturne ambulatoriali
- ricoveri in day-hospital
- percorsi psicologici di riabilitazione al sonno
- percorsi mirati all’apprendimento
di tecniche di rilassamento
- valutazione specialistica ORL per il problema del
russamento e OSAS
- terapia ventilatoria notturna (CPAP) per pazienti affetti
da OSAS
- terapia chirurgica del russamento e delle OSAS
- trattamenti con radiofrequenze in day-surgery in anestesia locale
- trattamenti
chirurgici in regime di ricovero in anestesia generale
Tutte le prestazioni citate sono usufruibili solo in regime privatistico.